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Autore: Eugene Ionesco
Traduzione: Gian Renzo Morteo
Durata: 1 h e 00 min
Atti: 1
Genere: Teatro dell'assurdo
Regia: Gino Brusco

L'autore:
Nato a Bucarest nel 1912 da padre rumeno e madre francese, visse fino al 1940 nella sua città natale, trasferendosi poi a Parigi, dove aveva trascorso parte dell’infanzia. Ionesco debuttò come commediografo con “La cantatrice calva” nel 1950; seguirono gli atti unici “La lezione”, “Le sedie”, “Vittime del dovere” e le prime commedie in tre atti; del 1957 è “Il rinoceronte”, la sua commedia forse di maggior successo. Atmosfere più autentiche sono nei lavori successivi: “Il re muore”, “La sete e la fame”, “Macbeth”. Ionesco è stato interprete dei disagi, dei dubbi, della disperazione dell’uomo conemporaneo. Negli anni ’60 fu accusato da un gruppo di intellettuali francesi della sinistra di essere poco attento nei confronti delle questioni sociali e politiche. Ionesco rispose portando sulla scena i suoi detrattori ne “L’improvviso dell’alma” e in quella occasione fu considerato propositore di un teatro che non era nè educativo nè politico, ma terapeutico, capace di liberare il pubblico da ogni condizionamento. Altri critici nel corso di quella stessa polemica accusarono Ionesco di sottrarsi al realismo, inducendo a non credere più nell’uomo, nella ragione, nel progresso, nella civiltà. Ionesco rispose scagliandosi contro il conformismo e rivendicando l’autonomia dell’arte, che non ha nulla a che spartire con le dottrine.

La trama:
Anticonvenzionale e innovativa, denuncia con sferzante ironia l’incomunicabilità attraverso scambi di battute paradossali, monologhi incoerenti, contraddizioni reciproche, conclusioni arbitrarie, stravolgimenti di situazioni. Il divertimento è liberatorio, esilarante, frenetico.
In un salotto borghese perfettamente inglese, i coniugi Smith conversano in maniera asettica. Quando la cameriera Mary torna dal cinema, annuncia che alla porta ci sono i coniugi Martin. Questi ultimi, come se non si conoscessero, si scambiano battute paradossali, convincendosi di essere marito e moglie solo dopo aver accumulato circostanze che lo provano. La conversazione che gli Smith intrattengono con i Martin è completamente insensata e artificiosa. Improvvisamente arriva un pompiere alla disperata ricerca di un incendio da domare. Il titolo, avulso dal testo - e avulso pure lui - è la semplice domanda insensata di un pompiere: “E la cantatrice calva?”, alla quale risponderà ancora più insensatamente la signora Smith: “Si pettina sempre allo stesso modo”. Di questa donna non sapevamo nulla e non sapremo mai nulla. Ionesco tratteggia, in modo grottesco e paradossale, caratteri e situazioni, attraverso il vaniloquio, i luoghi comuni, la banalità di personaggi dominati da una sorta di automatismo psichico, accelerato fino al delirio.

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